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Icona no 108
Formato : 42 x 18 cm.
Tavola in tiglio
Tempera. Aureola dorata con foglie d'oro.
Bibiana era una giovane nobile romana nata nel 347 d.C. Era figlia di un cavaliere romano, Giunio Flaviano, e della nobile Dafrosa, discendente di una famiglia di consoli. Il testo tramanda anche il nome di una sorella di Bibiana: Demetria.
Bibiana fu vittima delle persecuzioni contro i cristiani promulgate da Giuliano l’Apostata. Il terribile imperatore si accanì contro la famiglia della giovane: innanzitutto privando il padre, Flaviano, dal suo incarico di prefetto e in seguito esiliandolo ad Acquapendente e martirizzandolo. Appreso il tragico destino del padre, Bibiana, la madre Dafrosa e la sorella Demetria si rinchiusero in casa pregando, in attesa della loro ora. Che infatti non tardò ad arrivare.
Presto i soldati di Giuliano l’Apostata giunsero per arrestare e imprigionare le tre donne. Dafrosa fu decapitata pochi giorni dopo, mentre Demetria fu imprigionata e costretta a morire di inedia. L’unica a essere risparmiata fu proprio la giovane BIbiana.
La ragazza fu rinchiusa in una cella insieme a una mezzana di nome Rufina che aveva il compito di insegnarle l’arte della seduzione. Ma Bibiana rifiutò di piegarsi e di accettare quel compromesso. Le lusinghe della vita mondana non la attraevano e non intendeva vendere il proprio corpo. Si ribellò rinchiudendosi in una muta preghiera.
Il prefetto Aproniano, che aveva sostituito il padre della giovane nella carica di governatore, decise allora di punirla condannandola al martirio.
Bibiana fu legata a un palo e flagellata a morte con le “piombate” (fasce di verghe rivestite di piombo) il 2 dicembre del 362.
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