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Icona no 93
Formato : 57 x 39 cm.
Tavola in tiglio
Tempera. Aureola e fondo dorate con foglie d'oro.
Interpretazione di un'opera di Novgorod del XVI secolo, l’icona raffigura tutti gli elementi della scena biblica. Cristo arriva con i suoi apostoli nel paesaggio montuoso di Betania. Viene accolto dalle sorelle Marta e Maria, dai loro amici e dai farisei. Grazie alla sua parola onnipotente, Lazzaro esce dalla tomba, aiutato dai servi. Il movimento parte dalla destra dell'icona e Gesù, vestito come il Pantocratore, tende con fermezza il braccio e la sua mano benedicente esprime il potere di Cristo sulla morte. Nel gruppo degli apostoli dietro al Signore, si riconosce San Pietro dal suo mantello ocra e dai capelli bianchi.
Marta e Maria, le due sorelle di Lazzaro, si sono prostrate ai piedi di Gesù. Sono vestite con il maphorion, il velo delle donne in Oriente, e alzano le mani aperte in segno di profondo rispetto. Sullo sfondo della montagna, si distingue un gruppo compatto di persone, alcune delle quali indossano il velo biancho striato tipico degli ebrei dell'epoca. Non guardano né Cristo né Lazzaro risorto, ma il loro sguardo penetrante e fisso è rivolto allo spettatore. Mentre la composizione è dominata dalla linea di forza che emana da Cristo e conduce a Lazzaro, questa linea di sguardi sembra interromperla. È forse l'ostilità dei farisei che si manifesta?
Il bianco puro del sudario di Lazzaro risalta sullo sfondo nero della grotta e cattura lo sguardo. Un servitore ha sollevato la pietra dal sepolcro, un altro rimuove i teli funerari, tenendo un pezzo davanti al viso: un dettaglio importante, perché testimonia che Lazzaro era veramente morto e che la sua resurrezione testimonia la divinità di Gesù.
Padre Egon Sendler - I misteri di Cristo..
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