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| Per secoli gli iconografi hanno utilizzato solamente i colori disponibili nella propria regione ed in uso presso la scuola alla quale si rifacevano. Oggi la scelta dei colori in polvere (pigmenti) è molto vasta. Questi pigmenti vengono fabbricati a livello industriale e venduti nei negozi di belle arti o presso i colorifici specializzati. |
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I principali fabbricanti (Sennelier, Kremer, Zecchi) producono dei pigmenti di buona qualità che si preparano aggiungendo un po'd'acqua e impastandoli fino ad ottenere una pasta omogenea. Se si effettua una preparazione per più giorni è opportuno conservare l'impasto in un recipiente ermetico aggiungendovi un po' d'acqua (ad es. si possono utilizzare i contenitori dei rullini fotografici). Alcuni colori seccano piû rapidamente di altri (verde smeraldo, blu oltremare), pertanto occorre umidirli e mescolarli ogni tanto... Altri colori come il bianco di titanio, che forma dei grumi asciugandosi, e le polveri d'ocra gialla, utilizzate per il viso, richiedono di essere raffinate con una mola su una lastra di vetro smerigliato. |
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| Il verde smeraldo, per essere mescolato con l'acqua, deve essere diluito preventivamente con alcool che evaporerà in seguito. Nell'iconografia, le tinte raramente si utilizzano pure ed un numero ristretto di colori (una quindicina) è sufficiente per la maggioranza delle icone: | |
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| Attenzione : alcuni colori sono incompatibili tra loro (vedere la tavola dei colori). Ad es. il giallo cadmio puro dopo qualche anno si disgrega (visi), mentre il bianco di zinco diventa grigio rapidamente.
Altri colori, come il bianco d'argento (biacca), sono tossici e devono essere adottate delle precauzioni. |
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Esistono numerose ricette per la preparazione del rosso d'uovo che serve come legante per la pittura (pittura a tempera). E' preferibile prepararsi i colori da soli, poichè le tempere di fabbricazione industriale contengono dei conservanti che possono nuocere alla consistenza di alcuni colori.
In entrambi i casi mescolare bene la mistura prima dell'uso e conservarla in frigorifero. Utilizzare un comune contagocce. |
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La scelta dei pennelli |
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La scelta dei pennelli per la tempera non è facile: devono essere corti per assicurare la fermezza del tratto e contenere, allo stesso tempo, la quantità di pittura sufficiente per il lavoro. I pennelli di peli di martora sono i migliori, ma costano molto. Devono mantenere la forma appuntita una volta bagnati. E consigliabile provarli al momento dell'acquisto (chiedere al negoziante un po' d'acqua e fare scivolare la punta sulla mano, verificando che i peli mantengano la loro forma appuntita e che non si separino). Una lingua di gatto di peli di scoiattolo grigio è utile per distendere il colore in maniera omogenea su superfici estese (fondi e bordi). |
Il modo migliore di conservare a lungo i prorpi pennelli è quello di lavarli con semplice acqua immediatamente dopo l'uso (non lasciarli asciugare con il colore) e di metterli ad asciugare con la punta verso il basso. Se un pennello non viene utillizzato a lungo bisogna lisciarne la punta delicatamente con l'olio. Per recuperare un pennello che ha perso la propria forma, si puo' inumidirlo con un po' di emulsione d'uovo, ridandogli la forma e lasciandolo asciugare per poi riprovarlo. Tre pennelli sono sufficienti al principiante per realizzare una prima icona di piccole dimensioni:
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La quantità di emulsione da mescolare ai pigmenti è difficile da valutare, poichè dipende da diversi fattori:
Come regola generale, è meglio utilizzare poca emulsione piuttosto che troppa. |
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